Un accordo storico accompagnato da nuove minacce
Mercoledì ha portato con sé una svolta diplomatica e un nuovo ciclo di avvertimenti, arrivati quasi in simultanea. Washington e Teheran hanno presentato il testo completo di un accordo temporaneo, concepito per mettere fine a mesi di conflitto e aprire la strada a trattative più ampie.
Entrambi i governi hanno descritto l’intesa come un passo decisivo verso la fine del conflitto. Allo stesso tempo, però, il presidente Donald Trump ha chiarito senza mezzi termini che la pressione militare rimane sul tavolo qualora l’Iran non rispetti i propri impegni.
L’accordo temporaneo entra in vigore
Funzionari di entrambi i paesi hanno confermato che Trump e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian hanno firmato un memorandum in 14 punti. L’obiettivo è prolungare l’attuale cessate il fuoco e aprire una finestra di 60 giorni per negoziare una soluzione permanente.
Stando al documento pubblicato, l’accordo comprende la sospensione delle operazioni militari, la ripresa del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, la revoca delle restrizioni americane sui porti iraniani, il rilascio dei beni iraniani congelati e un quadro per future riduzioni delle sanzioni.
L’Iran ha inoltre confermato che non perseguirà la produzione di armi nucleari, accettando discussioni sul proprio stock di uranio arricchito sotto supervisione internazionale. I rappresentanti del governo di Teheran hanno precisato che l’accordo è entrato in vigore immediatamente nella giornata di mercoledì.
Trump lancia un avvertimento esplicito
Nonostante abbia celebrato l’intesa, Trump ha affiancato ai suoi commenti una minaccia diretta ai leader iraniani, pronunciata durante il vertice del G7 in Francia.
“Li bombarderemo a tappeto se violano l’accordo”, ha dichiarato Trump ai giornalisti presenti.
“Non voglio che lo facciano. Voglio che rispettino i patti.”
In precedenza, nel corso della stessa giornata, aveva trasmesso un messaggio analogo, affermando che le azioni militari potrebbero riprendere rapidamente qualora Washington concludesse che Teheran non stia rispettando gli impegni presi. In parallelo, Trump si è detto ottimista sulla possibilità che le trattative portino a una maggiore stabilità regionale e contribuiscano ad abbassare i prezzi dell’energia.
Concessioni significative incluse nell’accordo
I termini descritti nel memorandum rappresentano un cambiamento sostanziale nelle relazioni tra i due paesi. Le misure previste includono il ripristino della navigazione commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz, la revoca delle sanzioni americane nell’ambito di un quadro futuro, il rilascio di beni finanziari iraniani e l’istituzione di un fondo per la ricostruzione con un valore stimato di almeno 300 miliardi di dollari.
I mercati finanziari hanno reagito positivamente alla prospettiva di tensioni ridotte e al rinnovato accesso marittimo a uno dei corridoi energetici più strategici al mondo. I prezzi del petrolio sono inizialmente scesi, per poi recuperare parte delle perdite dopo le rinnovate minacce di Trump.
L’Iran celebra il risultato diplomatico
I funzionari iraniani hanno descritto l’accordo come la prova concreta che la diplomazia produce risultati superiori rispetto alla confrontazione militare.
“Tutto ciò che cercavamo di ottenere con le azioni militari lo abbiamo ottenuto molte volte di più attraverso i negoziati; non c’era nemmeno paragone”, ha dichiarato il capo negoziatore iraniano Mohammad Baqer Qalibaf in televisione di stato.
Le foto diffuse dalle autorità iraniane mostravano quello che i funzionari hanno descritto come il primo accordo firmato dai leader dei due paesi dalla fondazione della Repubblica Islamica nel 1979.
Trump cambia posizione sui missili
Un’altra evoluzione degna di nota è emersa durante l’intervento di Trump in Francia. In precedenza, nel corso del conflitto, il presidente aveva ripetutamente promesso di eliminare la capacità missilistica balistica dell’Iran. Mercoledì, però, sembrava ammorbidire quella posizione.
“Dico che se altri paesi li hanno, è un po’ ingiusto che loro non ne abbiano”, ha affermato Trump.
Queste dichiarazioni segnano una deviazione significativa rispetto alle precedenti promesse di smantellare completamente l’infrastruttura missilistica iraniana.
I leader del G7 accolgono con favore i progressi
I leader riuniti al vertice del G7 hanno accolto positivamente l’accordo, esprimendo sostegno agli sforzi per raggiungere una soluzione permanente. I governi europei continuano a nutrire preoccupazioni sul programma nucleare iraniano, ma molti hanno anche sottolineato le sfide che comporta raggiungere un’intesa duratura su nucleare, missili balistici e sicurezza regionale.
I colloqui hanno toccato anche il tema del Libano, con il memorandum che chiede la fine delle ostilità che coinvolgono Hezbollah. Gli scontri sono diminuiti da quando le trattative hanno preso slancio, anche se gli incidenti e le operazioni militari non si sono del tutto fermati.
Trump ha anche rivolto una critica velata al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu riguardo al suo approccio in Libano.
“Netanyahu è un brav’uomo, a volte si scalda un po’”, ha detto Trump. “Abbiamo una piccola disputa sul Libano. Gli dico: puoi essere un po’ più morbido, Bibi. Non devi radere al suolo un edificio ogni volta che qualcuno legato a Hezbollah ci entra.”
I negoziatori dei due paesi dovrebbero avviare colloqui formali su un accordo permanente entro la fine della settimana, con discussioni previste per proseguire nel corso dei prossimi due mesi.













